Community Notes su X: il fact-checking manca l'obiettivo

Community Notes su X: il fact-checking manca l'obiettivo

Nel mondo digitale odierno, X (ex Twitter) ha introdotto le Community Notes per sfruttare l'intelligenza collettiva nella lotta alla disinformazione, proponendosi come alternativa al fact-checking professionale. Tuttavia, uno studio recente analizzando 1,7 milioni di note tra il 2021 e il 2025, evidenzia che oltre il 90% delle note rimane non pubblicato, con tassi di approvazione in calo, soprattutto in inglese, e disparità linguistiche che sfavoriscono le lingue minori. Le Community Notes funzionano tramite un sistema di revisione collettiva: utenti qualificati votano le note proposte su tweet sospetti, ma la soglia elevata di consenso e la necessità di ampi network di supporto penalizzano voci isolate o minoritarie, consolidando bias di maggioranza e limitando l'efficacia del sistema. Inoltre, il confronto con il fact-checking professionale rivela come quest'ultimo offrire processi più trasparenti e affidabili, mentre le Community Notes risultano fragili, esposte a manipolazioni da bot e truffe digitali, che minano la fiducia nel sistema. Aggiunge criticità la visibilità ridotta delle note pubblicate, spesso marginali o tardive rispetto al ciclo virale delle notizie. Questi limiti suggeriscono che il modello attuale rappresenta più un fallimento operativo che un’alternativa valida, richiedendo un bilanciamento tra partecipazione democratica, trasparenza algoritmica e controllo professionale per garantire rapidità, equità e pluralismo informativo nella lotta contro la disinformazione.

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