Ginevra chiede regole globali per l’intelligenza artificiale
Il vertice "AI for Good" tenutosi a Ginevra ha rappresentato un momento cruciale per discutere la necessità di regolamentare l'intelligenza artificiale (IA) a livello globale, ponendo l'essere umano al centro dell'innovazione tecnologica. Doreen Bogdan-Martin, Segretaria Generale dell'ITU, ha evidenziato come solo il 15% degli Stati membri disponga di una strategia nazionale sull'IA, sottolineando il rischio che una corsa incontrollata all'adozione di queste tecnologie possa superare il controllo umano e minacciare valori fondamentali come la dignità, la privacy e l'equità. L'accesso diseguale a Internet aggrava la situazione, con 2,6 miliardi di persone escluse dalla rete, creando barriere che amplificano le disparità tra nazioni e all'interno delle società.
L’articolo mette in luce come l'espansione dell'IA, se non accompagnata da un'adeguata regolamentazione, possa consolidare disuguaglianze e discriminazioni, mentre alcune realtà, come l'Unione Europea, stanno già adottando normative come l'AI Act per garantire trasparenza e protezione. L’imperativo etico emerso dal vertice è chiaro: responsabilità, trasparenza e partecipazione devono guidare lo sviluppo tecnologico, coinvolgendo governi, imprese e cittadini per assicurare che l'IA serva la collettività, garantendo inclusione sociale e rispetto dei diritti umani.
Infine, l'appello delle Nazioni Unite sottolinea l'urgenza di una governance multilaterale e di investimenti nell'inclusione digitale per evitare che i benefici dell'IA siano limitati a pochi. Solo attraverso uno sforzo collettivo e una regolamentazione condivisa sarà possibile affrontare rischi come la sorveglianza di massa, la disinformazione e la discriminazione algoritmica, costruendo un futuro in cui l'intelligenza artificiale sia uno strumento di progresso sostenibile, equo e accessibile a tutti.