Operazione Eastwood: colpo al cybercrime filorusso in Europa

Operazione Eastwood: colpo al cybercrime filorusso in Europa

L'Operazione Eastwood, avviata il 17 luglio 2025, ha segnato un momento cruciale nella lotta contro il cybercrime in Europa, colpendo duramente il gruppo filorusso NoName057(16). Questa organizzazione era responsabile di numerosi attacchi DDoS contro infrastrutture critiche europee, causando interruzioni e danni strategici significativi. Il successo dell'operazione è stato possibile grazie al coordinamento tra Europol ed Eurojust, che hanno facilitato scambi informativi, emissione di mandati e azioni congiunte tra diverse giurisdizioni. Le misure hanno portato a diversi arresti, una moltitudine di perquisizioni e la disattivazione di oltre 100 server utilizzati dal gruppo per le sue attività malevole.

Il gruppo NoName057(16) agiva con sofisticate tecniche di sabotaggio digitale, sfruttando reti botnet distribuite che rendevano difficoltoso il tracciamento delle sue azioni. Tra i risultati dell’operazione emerge il coinvolgimento di almeno cinque cittadini italiani sospettati di essere parte integrante delle attività criminali, accusati di reati informatici gravi. Questa dimensione internazionale evidenzia la natura transnazionale del fenomeno hacker, che supera i confini geografici e richiede una risposta globale. L’impatto degli attacchi DDoS ha minato la fiducia nelle infrastrutture digitali, sottolineando la necessità di strategie avanzate di difesa e sensibilizzazione a più livelli.

Le autorità europee e italiane hanno accolto con favore i risultati, sottolineando l’importanza della cooperazione multi-agenzia e annunciando futuri investimenti per rafforzare la resilienza cibernetica. Tuttavia, la lotta contro il cybercrime rimane una sfida dinamica, poiché le tecniche criminali evolvono rapidamente. Per questo è essenziale continuare a potenziare task force sovranazionali, strumenti d’intelligenza artificiale e campagne educative rivolte a cittadini e imprese. Solo con un approccio integrato e aggiornato l’Europa potrà garantire la sicurezza di dati, infrastrutture e utenti, fronteggiando efficacemente le nuove minacce digitali.

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