Libri scolastici sempre più cari: l’Antitrust indaga sul mercato editoriale italiano e chiede soluzioni strutturali
Nel panorama italiano, il mercato dei libri scolastici sta vivendo un aumento dei prezzi particolarmente significativo, con un costo medio per studente che raggiunge 580 euro per le scuole medie e 1.250 euro per le superiori nel 2025. Questi incrementi non derivano semplicemente dall'inflazione, ma da un sistema dominato da pochi grandi editori che controllano oltre l'80% del mercato, limitando la concorrenza e le alternative disponibili. Le normative vigenti, come il limite massimo del 15% sugli sconti, accentuano ulteriormente il problema, impedendo alle famiglie di beneficiare di prezzi più competitivi.
L'impatto economico sulle famiglie italiane è notevole, soprattutto in un contesto di difficoltà economiche generalizzate, causando possibili ripercussioni sul diritto allo studio e accentuando le disuguaglianze sociali. Malgrado un calo del numero degli studenti, il settore dell'editoria scolastica ha visto un aumento dei ricavi del 13% nell'ultimo decennio, segnalando come i grandi editori siano riusciti a mantenere profitti elevati. L'Antitrust ha avviato un'indagine, invitando gli editori a proporre soluzioni strutturali per garantire prezzi più equi e una maggiore trasparenza.
Le possibili strategie per affrontare il caro libri comprendono la revisione della normativa sugli sconti, l'incentivazione dei testi digitali e open source, l'introduzione di agevolazioni per le famiglie e la promozione di sistemi di prestito e scambio. Il confronto con modelli europei evidenzia che l'Italia potrebbe trarre beneficio dall'adozione di iniziative pubbliche a sostegno del diritto allo studio. In attesa di riforme, le famiglie possono adottare pratiche come l'acquisto di libri usati o lo scambio tra studenti per mitigare i costi. Il futuro del settore dipende quindi da un impegno coordinato tra istituzioni, editori, scuole e famiglie per garantire un accesso sostenibile e equo all'istruzione.