SMIC scommette sull’autosufficienza: test in corso sui macchinari DUV interamente cinesi per la produzione di semiconduttori
La Cina ha accelerato la propria corsa verso l'indipendenza tecnologica nel settore strategico dei semiconduttori, spinta dalla crescente domanda interna di chip avanzati per applicazioni come l'intelligenza artificiale. SMIC sta testando macchinari di litografia Deep Ultraviolet (DUV) completamente sviluppati da startup cinesi come Shanghai Yuliangsheng, un fatto che potrebbe segnare una svolta importante per l'autonomia produttiva e tecnologica cinese. Questi macchinari DUV, fondamentali per miniaturizzare i circuiti integrati, sono stati finora un monopolio delle aziende occidentali come l'olandese ASML, ma le restrizioni americane sulle esportazioni hanno reso necessario lo sviluppo di soluzioni locali.
Il contesto globale è dominato dalle restrizioni USA che limitano l'accesso della Cina a tecnologie d'avanguardia, soprattutto quelle necessarie per produrre chip sotto i 7 nanometri. Nonostante SMIC abbia raggiunto la produzione a 7 nm con tecnologie DUV importate, l'impossibilità di accedere alle più avanzate litografie EUV pone nuove sfide. L'avvio dei test sui macchinari DUV cinesi rappresenta dunque un tentativo concreto di superare questi limiti, con l'obiettivo di scalare la produzione fino ai 5 nanometri, anche se le rese produttive rimangono al momento basse a causa della complessità tecnologica.
Sul piano industriale, la litografia DUV resta un elemento cruciale nella catena di fabbricazione dei semiconduttori. Lo sviluppo di soluzioni interne permette alla Cina di consolidare una rete produttiva indipendente, sostenuta da startup innovative come Shanghai Yuliangsheng e da politiche nazionali di supporto. Oltre a ridurre i rischi geopolitici, ciò favorisce la crescita dell’industria nazionale dei chip per AI, fondamentale per la competitività tecnologica del paese. L'evoluzione di queste tecnologie avrà ripercussioni significative sul mercato globale, potenzialmente abbassando i costi e aumentando la pressione competitiva sulle aziende occidentali leader del settore, modificando così gli equilibri economici e strategici del XXI secolo.