Maxi Operazione Antipirateria della Guardia di Finanza: Giro di Vite su Streaming Illegale e Utenti a Rischio Sanzioni

Maxi Operazione Antipirateria della Guardia di Finanza: Giro di Vite su Streaming Illegale e Utenti a Rischio Sanzioni

La Guardia di Finanza di Cagliari ha condotto una maxi operazione denominata “IPTV Buster” per contrastare la pirateria audiovisiva digitale, focalizzandosi sullo streaming illegale che mette a rischio la sostenibilità economica dell'industria audiovisiva italiana. Questa complessa indagine, estesa a diverse regioni tra cui Lombardia, Lazio e Sicilia, ha portato al sequestro di server pirata e dispositivi informatici, coinvolgendo collaborazioni internazionali con Stati Uniti e Olanda per bloccare canali di distribuzione e tracciare transazioni finanziarie collegati al fenomeno criminale. Il contrasto si rivolge non solo ai fornitori e gestori, ma anche agli utenti finali, con sanzioni amministrative e penali, inclusi sequestri di dispositivi digitali, alimentando così un approccio più duro e innovativo contro la fruizione consapevole di contenuti piratati.

L’operazione ha messo in luce l’entità del mercato illegale in Italia, dove circa cinque milioni di persone hanno utilizzato servizi IPTV non autorizzati, causando perdite economiche superiori a 200 milioni di euro annui e contribuendo a fenomeni di evasione fiscale e riciclaggio di denaro attraverso pagamenti in criptovalute e canali non tracciabili. Le perquisizioni hanno raccolto dati fondamentali, tra cui log informatici e transazioni, permettendo l'identificazione tramite indirizzi IP degli abbonati ai servizi illeciti. Inoltre, si evidenzia il ruolo problematico di provider e data center italiani che, senza adeguati controlli, facilitano la diffusione del fenomeno.

Le autorità sottolineano che la lotta alla pirateria richiede un approccio multilivello e permanente, con investimenti in tecnologie di monitoraggio e un'intensa attività di educazione digitale rivolta a utenti e consumatori, affinché scelgano legalità e servizi certificati. Le conseguenze per gli utenti includono sanzioni pecuniarie, possible denuncia penale, rischi informatici come malware, e danni economici legati a furto di dati personali. L’operazione rappresenta una pietra miliare nel contrasto alla criminalità digitale in Italia, con prospettive di ulteriori azioni coordinate a livello internazionale per preservare l’innovazione, la cultura e l’economia del paese.

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