Ondata di licenziamenti nell'Intelligenza Artificiale di Google: proteste e sindacati alla ribalta
Nel settembre 2025, oltre 200 collaboratori di Google AI sono stati licenziati improvvisamente da GlobalLogic, controllata da Hitachi, facendo emergere tensioni profonde nel settore tecnologico. Questi lavoratori qualificati, molti con master o dottorati, valutavano risposte AI per sistemi avanzati come Gemini, sottolineando la necessità di tutela professionale e salari adeguati. Le condizioni di lavoro sono descritte come precarie, con basse tutele contrattuali, pressioni crescenti e salari ritenuti insufficienti rispetto alle competenze e al costo della vita nelle aree più sviluppate. Le proteste si sono intensificate con reclami formali di atti ritorsivi legati all’attivismo sindacale. La vicenda evidenzia la complessa catena di subappalti nel settore AI, in cui GlobalLogic opera come intermediario, alimentando mancanza di chiarezza e protezioni. I lavoratori affrontano anche difficoltà nell’organizzazione sindacale, ostacolata da politiche interne, ma stanno costruendo una rete internazionale che coinvolge sedi in Kenya, Turchia e Colombia, puntando a uniformare diritti e tutele a livello globale. Le ripercussioni sull’immagine di Google sono rilevanti, ponendo l’accento sulla responsabilità sociale d’impresa e la necessità di modelli di lavoro più equi e trasparenti. Questo caso rappresenta un monito per l’intero ecosistema AI e invita a una regolamentazione internazionale capace di combinare innovazione e giustizia sociale, per garantire uno sviluppo sostenibile e umano nel futuro della tecnologia.