Innovazione Digitale e Intelligenza Artificiale: Il Modello Europeo per un Futuro al Servizio del Bene Comune secondo Anna Ascani
Il dibattito italiano sull’innovazione digitale pone al centro l’intelligenza artificiale (IA) come strumento indispensabile per migliorare la società ma al contempo da gestire con particolare attenzione ai profili etici, sociali e politici. L’evento "L’innovazione amica delle persone" a Roma, con l’intervento di Anna Ascani, ha sottolineato l’importanza di un modello europeo che garantisca trasparenza algoritmica e un’innovazione inclusiva volta a servire il bene comune. Nel primo paragrafo, si descrive l’attuale contesto tecnologico, dove l’IA permea la vita quotidiana e istituzionale, richiedendo alla politica un ruolo attivo per proteggere i cittadini, soprattutto quelli più fragili. La digitalizzazione deve facilitare l’accessibilità e l’efficienza senza creare nuove esclusioni, e per questo è fondamentale una politica innovativa che consideri le implicazioni sociali e i rischi di allargamento del divario digitale.
Nel secondo paragrafo, l’attenzione si focalizza sulla trasparenza degli algoritmi: è necessario garantire che le decisioni automatizzate siano comprensibili e verificabili dai cittadini, promuovendo un’IA etica come obiettivo europeo centrale, sostenuto da normative come l’AI Act. Ascani evidenzia come l’Europa debba ribadire i propri valori democratici contrapposti a modelli di controllo sociale autoritari, con una regolamentazione chiara che tuteli diritti e promuova responsabilità e inclusività nell’applicazione della tecnologia digitale. Il ruolo della politica è quindi quello di protagonista, non spettatrice, nel dirigere l’innovazione verso una digitalizzazione equa.
L’ultimo paragrafo approfondisce il modello europeo di IA fondato su diritti umani, equità e inclusione, evidenziandone le sfide e le opportunità applicative, come la sanità predittiva o la tutela ambientale. Ascani pone l’accento sulla necessità di analizzare gli impatti sociali, garantendo formazione e supporto alle categorie più vulnerabili per evitare nuove forme di esclusione digitale. La regolamentazione deve essere efficace e trasparente, con controlli continui sugli algoritmi. Il discorso si chiude con la consapevolezza che il futuro dell’intelligenza artificiale è un patto tra istituzioni, cittadini e innovatori, in cui l’Europa rappresenta un punto di riferimento globale per una tecnologia realmente al servizio del bene comune.