Unicef: Necessari Criteri Etici per l’Intelligenza Artificiale a Tutela dell’Infanzia
L'intelligenza artificiale (IA) sta trasformando profondamente la società, influenzando in modo significativo la vita delle nuove generazioni. UNICEF ha evidenziato l'urgenza di sviluppare criteri etici specifici per regolamentare l'utilizzo dell'IA a tutela dei diritti dei bambini, soprattutto durante un incontro tenutosi all'Università Luiss di Roma nel 2025. L'adozione diffusa dell’IA in ambiti educativi, sanitari e ricreativi presenta sia opportunità per migliorare la qualità della vita dei minori sia rischi concreti, quali discriminazioni algoritmiche e violazioni della privacy. L'incontro ha sottolineato l'importanza di una collaborazione tra istituzioni, mondo accademico e società civile per definire norme condivise che garantiscano inclusività, trasparenza e sicurezza nell'uso delle tecnologie digitali riguardanti l’infanzia.
Le difficoltà legate alla scarsa alfabetizzazione digitale tra i giovani sono state oggetto di particolare attenzione. Solo una minoranza di ragazzi comprende appieno il funzionamento dell’IA, così come faticano a distinguere fonti online affidabili da disinformazione o contenuti manipolativi. Questo gap di competenze espone i minori a rischi come fake news, cyberbullismo e profilazione non trasparente. Per questo UNICEF propone di inserire nel curriculum scolastico corsi specifici sul pensiero computazionale, la privacy digitale e la gestione sicura dei dati personali, coinvolgendo insegnanti, famiglie e operatori sociali per formare una cittadinanza digitale responsabile e consapevole.
Al contempo, UNICEF riconosce le grandi potenzialità dell’IA nel campo umanitario per l’inclusione e il miglioramento della vita infantile, specialmente nei paesi in via di sviluppo, dove può contribuire ad abbattere barriere educative e sociali. La promozione di un quadro etico internazionale chiaro, che traduca i principi della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia in standard tecnologici, è fondamentale per evitare derive discriminatorie. Solo con un impegno congiunto di governi, organizzazioni e comunità sarà possibile garantire che l’impatto dell’IA sui diritti dei bambini sia positivo, promuovendo sicurezza, equità e partecipazione attiva dei minori stessi nelle decisioni che li riguardano.