Stop ai Social Network per i Minori di 15 Anni: Il Disegno di Legge che Cambia le Regole dell’Espressione Digitale Giovanile in Italia
Il disegno di legge in esame al Senato italiano propone di vietare l’accesso ai social network ai minori di 15 anni, segnando una svolta significativa nella regolamentazione dell’uso digitale giovanile. Questa normativa mira a rispondere all’allarmante fenomeno della dipendenza da social tra i ragazzi, evidenziata dai dati ISTAT e Miur che mostrano un uso quotidiano massiccio, spesso superiore a 5-6 ore. Oltre a imporre l’età minima per l’iscrizione, si prevede l’impiego di sistemi di verifica dell’età come SPID o CIE e l’incarico ad AGCOM di vigilare sull’applicazione della legge, con campagne informative e un monitoraggio continuo. Il provvedimento non solo affronta il rischio di isolamento sociale e cyberbullismo, ma punta anche a responsabilizzare famiglie e scuole attraverso programmi di educazione digitale condivisa. L’istituzione scolastica si trova a fronteggiare questa sfida con l’intento di integrare competenze digitali e supporto psicologico nei propri percorsi, mentre le famiglie manifestano sia sostegno che timori legati all’efficacia e all’implementazione pratica della norma. Nel panorama europeo, l’Italia si allinea a paesi come Francia e Germania che stanno introducendo limiti d’età simili, cercando un equilibrio tra protezione dei minori e libertà di espressione. Infine, emerge che la legge rappresenta un passo necessario ma non sufficiente: la vera rivoluzione digitale si giocherà sulla capacità di educare i giovani a un uso consapevole e critico della rete, rafforzando la collaborazione tra istituzioni, scuola e famiglia per prevenire i rischi dell’era digitale.