Ritorno del Latino alle Medie: Tra Sogno Ideologico e Bisogno Concreto di Più Italiano
Il ritorno del latino come materia facoltativa nella scuola media italiana dal 2026-2027 ha suscitato forti dibattiti. La riforma si propone di contrastare il decadimento della scuola pubblica, ma rischia di apparire simbolica e non affrontare problemi cruciali come la bassa comprensione del testo tra gli studenti, con solo il 60% che raggiunge un livello base di italiano. In un contesto di risorse ridotte, classi affollate e carenza di personale docente, l'introduzione del latino potrebbe accentuare disuguaglianze e non migliorare realmente le competenze linguistiche fondamentali. Inoltre, esperienze europee evidenziano che il latino è spesso riservato a indirizzi specifici in età più avanzata, mentre i sistemi efficaci puntano su lingue moderne, didattiche inclusive e personalizzate. Un consenso comune tra molti esperti sostiene che le priorità dovrebbero andare al potenziamento dell'italiano, alla formazione insegnanti e alla riduzione del numero di alunni per classe. La nuova materia rischia di diventare un'operazione estetica più che sostanziale, distogliendo energie da interventi più urgenti e concreti. In conclusione, il rilancio della scuola media italiana necessita di ripensamenti basati su dati concreti e investimenti su competenze di base, per garantire equità e qualità formative per tutti gli studenti, più che sull'introduzione di materie classiche.