MIM sotto accusa dall’Europa: abusi sui precari della scuola, FLC CGIL chiede stabilizzazioni immediate

MIM sotto accusa dall’Europa: abusi sui precari della scuola, FLC CGIL chiede stabilizzazioni immediate

La Commissione Europea ha ufficialmente messo in mora il Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) per l'abuso sistematico di contratti a termine nel settore scolastico italiano, violando la Direttiva 1999/70/CE che tutela i lavoratori dai prolungati precariati. Questa procedura rappresenta il primo passo verso possibili sanzioni e richiama l'Italia a rispondere adeguatamente al problema del precariato che coinvolge oltre 182 mila docenti nel 2025, secondo i dati FLC CGIL. L'uso reiterato di supplenze annuali per coprire posti vacanti senza reali stabilizzazioni è evidenziato come una pratica illegittima che mina la qualità dell'istruzione e disumanizza la vita lavorativa dei precari.

Il fenomeno del precariato scolastico in Italia è strutturale e storico, causato da politiche di blocco del turnover, ritardi nei concorsi e un divario tra fabbisogno reale e posti autorizzati, con gravi conseguenze per studenti, docenti e comunità educante. La FLC CGIL, guidata da Gianna Fracassi, guida la mobilitazione sindacale, chiedendo la stabilizzazione immediata dei lavoratori con oltre 36 mesi di servizio e percorsi chiari di immissione in ruolo, sottolineando che la precarietà non può essere più la regola nel sistema scolastico pubblico.

Le proposte di riforma includono l’abolizione dell’uso reiterato di contratti a breve termine, concorsi maggiormente programmati e meccanismi automatici di stabilizzazione simili a quelli adottati in altri paesi europei come Spagna, Portogallo e Francia. L’inasprimento della procedura europea impone al Governo italiano e alle istituzioni scolastiche di adottare urgentemente misure strutturali, poiché il mancato adeguamento rischia di compromettere irreparabilmente la qualità e la continuità dell’istruzione pubblica, con effetti negativi per tutto il sistema e la società.

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