Audio Lossless su Android: Quando la Qualità Promessa da Spotify e Tidal Diventa una Fregatura

Audio Lossless su Android: Quando la Qualità Promessa da Spotify e Tidal Diventa una Fregatura

Negli ultimi anni, il crescente interesse per l'audio lossless ha spinto servizi di streaming come Spotify e Tidal a proporre abbonamenti premium con qualità del suono apparentemente paragonabile a quella dei CD. Tuttavia, per gli utenti Android, questa promessa si scontra con limitazioni tecniche del sistema operativo, in particolare il ricampionamento forzato a 48 kHz che altera la frequenza di campionamento originale e compromette la fedeltà audio percepita. Questo processo introduce distorsioni e rumori, annullando i vantaggi dell'audio senza perdita e rendendo vano l'investimento in abbonamenti e hardware costosi. Test condotti da GoldenSound hanno evidenziato una significativa differenza tra il segnale originale e quello riprodotto su Android, con correlazioni inferiori agli standard lossless. Ulteriori complicazioni derivano dalla rimozione del supporto diretto ai DAC USB da parte di Tidal, che limita ulteriormente la possibilità di ascolto bit-perfect, penalizzando gli audiofili più esigenti. Di fronte a queste sfide, la comunità audiofila esterna ha sviluppato soluzioni alternative e suggerisce l'uso di PC o dispositivi iOS per una resa migliore. Per gli utenti Android attenti alla qualità, consigli pratici includono l'uso di app dedicate, DAC USB con software specifici e l'ascolto offline. In definitiva, la situazione evidenzia la necessità di maggiore trasparenza e soluzioni tecnologiche adeguate per realizzare le promesse di streaming lossless su Android, evitando che rimangano una mera illusione per gli appassionati di audio.

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