La scoperta dei papiri di Ercolano: la nuova frontiera degli infrarossi spalanca i segreti di Zenone e della cultura antica
I papiri di Ercolano, un patrimonio unico di testi antichi carbonizzati dall'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., stanno svelando nuovi contenuti grazie a una tecnica innovativa basata sugli infrarossi. Questa metodologia, sviluppata da CNR e Università di Pisa, permette di aumentare significativamente il contrasto tra l'inchiostro a base di carbonio e il papiro carbonizzato, rendendo leggibili testi prima illeggibili senza danneggiarli. L'applicazione di questa tecnologia ha aperto una nuova frontiera nel recupero dei testi antichi, un binomio perfetto tra scienza, tecnologia e filologia, che ha permesso di salvare e digitalizzare documenti fragili e preziosi.
Tra le scoperte più importanti emergono nuovi brani sulla vita del filosofo stoico Zenone, svelando dettagli finora sconosciuti come una sua debolezza fisica e la stretta coerenza tra stile di vita e dottrina. Inoltre, sono state recuperate biografie di medici greci che ampliano le conoscenze sulla medicina antica e testamenti di epicurei, offrendo nuove prospettive sulle pratiche filosofiche e sociali dell'epoca. Questi scritti arricchiscono notevolmente il panorama culturale e storico fornendo strumenti per analisi approfondite in filosofia, medicina e storia sociale.
La collaborazione multidisciplinare internazionale ha posto Napoli e il suo centro di ricerca al centro degli studi sui papiri carbonizzati, costruendo un modello tecnologico che potrà essere adottato globalmente per recuperare testi antichi compromessi. Il futuro vede la digitalizzazione e la condivisione open data di questi testi, con l'ausilio dell'intelligenza artificiale, per accelerare ulteriori scoperte. Questo connubio tra tecnologia e umanistica promette di trasformare radicalmente il modo di studiare e valorizzare il patrimonio scritto dell'antichità.