Scoperti i resti della Terra primordiale: nuove prove dall’analisi di antiche rocce tra Groenlandia e Canada

Scoperti i resti della Terra primordiale: nuove prove dall’analisi di antiche rocce tra Groenlandia e Canada

La recente scoperta dei resti della Terra primordiale, avvenuta tramite l'analisi chimica di rocce antichissime tra Groenlandia e Canada, segna un'importante svolta nella comprensione delle origini del nostro pianeta. Lo studio, pubblicato su _Nature Geosciences_ nel 2025, ha consentito di identificare nella composizione di queste rocce una firma chimica compatibile con quella della proto-Terra risalente a circa 4,5 miliardi di anni fa, grazie al confronto con la composizione di meteoriti primordiali. Questo ritrovamento rappresenta una testimonianza tangibile dei processi chimico-fisici che hanno modellato la prima fase evolutiva terrestre, ponendo le basi per nuove indagini geologiche e scientifiche.

Il termine proto-Terra indica la primissima forma della Terra, un corpo caldo e in continua trasformazione a causa di impatti e differenziazione chimica. In passato, difficilmente si erano trovati reperti in grado di conservare la composizione originaria del pianeta. Tuttavia, grazie alle moderne tecniche di spettrometria di massa e all'analisi dettagliata di campioni dalla Groenlandia e dal Canada, è stato possibile individuare elementi con caratteristiche isotopiche peculiari come il deficit di potassio-40, un isotopo radioattivo chiave per tracciare questi processi antichi. Il sistema di confronto con i meteoriti ha rafforzato l'ipotesi che alcune porzioni della crosta terrestre abbiano mantenuto intatta la loro composizione primordiale.

Per validare queste evidenze, sono state condotte simulazioni geologiche che hanno ricreato le condizioni della Terra primordiale, confermando che determinate parti della crosta continentale possono custodire strati originari protetti dai processi di rinnovamento tettonico. Tale scoperta ha importanti ripercussioni per la ricerca sull'evoluzione geologica della Terra, offrendo nuove prospettive nella comprensione della formazione dei cratoni, della differenziazione della crosta e dei primi cicli vulcanici. Il riscontro internazionale e l'interesse dei centri scientifici più prestigiosi consolidano il ruolo di Groenlandia e Canada come scrigni della memoria geologica del nostro pianeta, aprendo la strada a future esplorazioni e studi interdisciplinari che potranno ampliare ulteriormente la conoscenza delle origini terrene e planetarie.

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