Rivoluzione del raffreddamento a spruzzo per CPU: il test estremo su Ryzen 7 9800X3D tra innovazione e limiti

Rivoluzione del raffreddamento a spruzzo per CPU: il test estremo su Ryzen 7 9800X3D tra innovazione e limiti

Negli ultimi anni, la gestione termica delle CPU ha rappresentato una sfida cruciale all'aumentare delle prestazioni. Il raffreddamento a spruzzo, tecnologia tipica di supercomputer, è stato recentemente sperimentato su hardware consumer, in particolare sul Ryzen 7 9800X3D, dal noto overclocker Der8auer. Questo approccio utilizza un fluido non conduttivo nebulizzato sulla CPU che evapora asportando calore, offrendo un'elevata capacità di dissipazione e risposta rapida ai picchi termici, ma presenta costi elevati e complessità d'uso.

L'esperimento ha registrato nel benchmark Cinebench R23 un punteggio di 18.164 punti con temperature massime di circa 95 °C. Sebbene queste prestazioni siano buone, risultano inferiori rispetto a sistemi di raffreddamento a liquido tradizionali che in condizioni simili superano i 23.000 punti con temperature analoghe o inferiori. Il raffreddamento a spruzzo offre vantaggi quali la riduzione di colli termici in scenari estremi e distribuzione puntiforme del refrigerante, ma sconta sfide come costi alti, manutenzione complessa e potenziale rischio hardware.

Guardando al futuro, questa tecnologia potrebbe evolvere verso soluzioni ibride con raffreddamento liquido, migliorando sicurezza e costi, aprendo nuove possibilità nell'overclock e nelle workstation ad alte prestazioni. Tuttavia, il raffreddamento a spruzzo rimane oggi principalmente una soluzione sperimentale riservata agli appassionati esperti, poiché necessita di ulteriori sviluppi per diffondersi nel mercato consumer.

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