Morgenthau e Niebuhr: Realismo politico e sfide etiche nell’era nucleare, ottant’anni dopo Hiroshima e Nagasaki

Morgenthau e Niebuhr: Realismo politico e sfide etiche nell’era nucleare, ottant’anni dopo Hiroshima e Nagasaki

L’era nucleare, inaugurata dagli orrori di Hiroshima e Nagasaki ottant’anni fa, ha trasformato radicalmente la riflessione politica ed etica nel campo delle relazioni internazionali. Hans Morgenthau e Reinhold Niebuhr rappresentano due pilastri del pensiero critico su queste sfide: Morgenthau con il suo realismo politico che richiama alla responsabilità dei leader nel contemperare interesse nazionale e sopravvivenza collettiva sotto la minaccia atomica; Niebuhr invece mette in guardia contro le decisioni moralistiche eccessivamente dogmatiche, proponendo un’etica della sobrietà e della prudenza, consapevole dei limiti umani. La morte nell’era nucleare si impone come un nuovo paradigma esistenziale, poiché la minaccia atomica estende il rischio di annientamento a tutto il genere umano. Questo richiede una reale integrazione fra realismo politico e una nuova etica della responsabilità, capace di guidare una diplomazia prudente fondata non solo sul calcolo strategico ma anche sulla memoria storica e sulla consapevolezza morale. La critica di Morgenthau ai leader che antepongono interessi privati alla sopravvivenza collettiva e la visione relazionale di Niebuhr sull’imperfezione umana nella politica internazionale sottolineano la necessità di una saggezza politica che sappia evitare la catastrofe. In un mondo ancora minacciato dal rischio nucleare, queste riflessioni si mostrano più attuali che mai, suggerendo un rinnovato impegno per la pace consapevole e la tutela dell’umanità.

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