La Maserati autonoma del Politecnico di Milano conquista la Carrera Panamericana: un primato per la mobilità sostenibile globale
La storica partecipazione di un veicolo autonomo alla Carrera Panamericana 2025 ha segnato un importante primato per l’innovazione italiana e la mobilità sostenibile globale. La Maserati GranCabrio Folgore, progettata con tecnologia autonoma dal team Aida del Politecnico di Milano, ha affrontato un percorso di 440 chilometri attraverso il Messico, dimostrando la capacità di adattarsi a condizioni ambientali estremamente complesse e variabili, dal traffico urbano caotico ai passi montani insidiosi. Questa impresa tecnica, realizzata grazie alla collaborazione tra mondo accademico, industria e cultura, rappresenta un enorme passo avanti nell’evoluzione dei veicoli elettrici autonomi, ponendo l’Italia in una posizione di rilievo nel panorama globale.
La Carrera Panamericana, con la sua tradizione iniziata nel 1950, si è recentemente trasformata in un banco di prova capace di mettere alla prova non solo i piloti umani ma anche le più avanzate tecnologie di intelligenza artificiale, sensori LIDAR e algoritmi sofisticati. Il veicolo autonomo, preparato con sistemi ridondanti di sicurezza e interfacce di supervisione remota, ha evidenziato come la guida autonoma possa affrontare scenari difficili ed estremi, raccogliendo dati fondamentali per perfezionare i sistemi futuri. Questo traguardo evidenzia come la tecnologia possa superare le sfide ambientali e logistiche, aprendo la strada a un futuro di mobilità più sicuro e sostenibile.
Il successo del team Aida, costituito da ingegneri, ricercatori e studenti, è frutto di un lavoro multidisciplinare che ha integrato simulazioni, test sul campo e collaborazioni internazionali. Questa esperienza simboleggia la forza dell’innovazione italiana e il valore della ricerca applicata in settori strategici come la mobilità autonoma. Il progetto ha avuto un impatto diretto sulla promozione della cultura STEM, ha rafforzato la reputazione del Paese nel campo della tecnologia verde e ha fornito modelli replicabili di sinergia tra accademia, industria e cultura. La competizione ha rappresentato dunque non solo un evento sportivo, ma un vero e proprio laboratorio per la mobilità del futuro, configurando scenari in cui veicoli elettrici autonomi potranno convivere con quelli tradizionali in modo efficiente e sostenibile.