Google sotto la lente dell’Unione Europea: la rivoluzione richiesta nel sistema pubblicitario
Il 21 ottobre 2025, la Commissione Europea ha inflitto a Google una multa record di 2,95 miliardi di euro per abuso di posizione dominante nel mercato della pubblicità digitale. L’accusa principale riguarda il controllo integrato da parte di Google sia dell'offerta che della domanda di spazi pubblicitari, con un evidente conflitto d’interesse che ha limito la concorrenza. Questo comportamento ha spinto Google a favorire i propri servizi, ostacolando l’accesso di altri operatori e incrementando i prezzi per gli inserzionisti, con ripercussioni negative soprattutto sulle realtà più piccole e innovative.
L’impatto sugli inserzionisti è stato significativo, essendo costretti ad accettare condizioni meno vantaggiose e una minore trasparenza nelle aste pubblicitarie, fattori che hanno contribuito ad aumentare i costi pubblicitari, riflettendosi a cascata sul prezzo finale per i consumatori. In risposta, Teresa Ribera e la Commissione Europea hanno chiesto a Google di adottare misure concrete e trasparenti per ristabilire la concorrenza, minacciando ulteriori sanzioni e persino la separazione strutturale delle attività pubblicitarie in Europa.
Le azioni correttive proposte includono la separazione delle piattaforme di domanda e offerta, l’accesso trasparente ai dati delle aste e l’inclusione di terze parti nelle tecnologie chiave. La decisione si inserisce in un più ampio movimento dell’UE per regolamentare i giganti digitali e promuovere un mercato pubblicitario aperto, trasparente e competitivo, con potenziali benefici per startup, editori e consumatori, inaugurando una nuova era per il panorama pubblicitario europeo.