Il 14 novembre 2025 l’Italia degli studenti scende in piazza: proteste in oltre 30 città per riprendersi la scuola
L’autunno 2025 ha visto il risveglio di un ampio movimento studentesco in Italia, culminato nelle manifestazioni del 14 novembre che hanno coinvolto oltre 30 città da Nord a Sud. A guidare questa mobilitazione è stata l’Unione degli Studenti (UdS), sindacato storico che da anni rappresenta le istanze degli studenti italiani. Le proteste si sono sviluppate attorno allo slogan "riprendersi la scuola", chiedendo un profondo rinnovamento del sistema scolastico pubblico, duramente colpito da tagli, carenze strutturali e una gestione ministeriale ritenuta inadeguata. Migliaia di giovani hanno partecipato a cortei, assemblee e iniziative artistiche, diffondendo una piattaforma politica basata su sei punti chiave, tra cui maggiore finanziamento, superamento del precariato docente, inclusione, innovazione didattica e sicurezza degli spazi scolastici.
L’azione dell’UdS, guidata dalla voce di Tommaso Martelli, si è distinta non solo per la capacità di denunciare le criticità della scuola, ma per proporre soluzioni concrete e partecipative. Le critiche al Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara hanno evidenziato un malessere diffuso rispetto alle politiche dell’ultimo decennio, considerate emergenziali e insufficienti. Contro la stagnazione e le disuguaglianze accumulate, gli studenti hanno richiesto un rilancio deciso con strumenti adeguati, maggiori investimenti e un coinvolgimento diretto nei processi decisionali.
Il ruolo dei social media ha facilitato la mobilitazione, contribuendo a un coordinamento efficace e a una visibilità nazionale senza precedenti. Le reazioni istituzionali sono state miste, con aperture da parte del Ministero e supporto di alcune forze politiche, ma anche critiche e inviti al dialogo. Le manifestazioni del 14 novembre rappresentano solo una tappa di un percorso che si prepara a continuare nei mesi successivi, ponendo la scuola pubblica italiana al centro di un dibattito ravvivato dalle nuove generazioni, determinate a trasformare la protesta in riforma concreta.