Sciopero Nazionale del 4 Novembre: Scuola e Università si Fermano per la Difesa dell’Istruzione Pubblica
Lo sciopero nazionale del 4 novembre 2025 rappresenta un momento cruciale per l’istruzione pubblica italiana, unendo scuole e università in una protesta senza precedenti contro le politiche educative attuali. Promosso da sindacati come SISA e dall’Osservatorio contro la Militarizzazione, l’iniziativa denuncia la crescente aziendalizzazione, militarizzazione e precarizzazione del settore. L’adesione coinvolge una vasta gamma di lavoratori dell’istruzione, dai docenti alle categorie ATA e al personale universitario, segnalando un malessere diffuso e una richiesta di maggiore inclusività, partecipazione democratica e investimenti pubblici nel comparto.
La mobilitazione si caratterizza per l’ampio spettro di attori coinvolti e per la forma di sciopero che prevede la sospensione totale delle attività didattiche, amministrative e di ricerca su tutto il territorio nazionale. L’impatto sulla popolazione studentesca è inevitabile, ma molte associazioni studentesche e familiari mostrano solidarietà, riconoscendo la necessità di migliorare la qualità dell’istruzione e la sicurezza degli istituti. Le richieste principali riguardano l’incremento delle risorse pubbliche, la stabilizzazione del personale precario e il contrasto alle derive autoritarie che minacciano il carattere democratico delle istituzioni scolastiche e universitarie.
In un contesto segnato da precedenti mobilitazioni, questo sciopero si pone come un evento emblematico nella lunga tradizione di proteste italiane per l’educazione pubblica, con il potenziale di influenzare le future politiche governative. La risposta delle istituzioni è mista, con alcune aperture ma anche timori legati alle ricadute sull’anno scolastico. Il futuro dell’istruzione pubblica rimane dunque al centro del dibattito sociale e politico nazionale, con l’auspicio che questa giornata di mobilitazione possa fungere da catalizzatore per riforme significative e durature.