Esame di maturità 2026: Nuove regole sulle commissioni d’esame, importanza della condotta e obbligatorietà dell’orale

Esame di maturità 2026: Nuove regole sulle commissioni d’esame, importanza della condotta e obbligatorietà dell’orale

L'esame di maturità 2026 introduce importanti novità grazie al decreto 127/2025, approvato nel novembre 2025, che rivoluziona l'intero sistema valutativo degli studenti del ciclo superiore. La riforma prevede una nuova composizione delle commissioni con un presidente esterno e due membri esterni, per garantire maggiore imparzialità e uniformità nella valutazione. Questo cambiamento risponde a esigenze di trasparenza e rigore, riducendo i condizionamenti interni e allineandosi agli standard europei.

Un elemento centrale della riforma è l'obbligatorietà della prova orale: ora non sostenerla comporta la bocciatura automatica, indipendentemente dai risultati delle prove scritte. La prova orale viene valorizzata con criteri di valutazione nazionali che focalizzano l'attenzione su espressione, argomentazione e competenze interdisciplinari. Parallelamente, il voto di condotta assume un ruolo decisivo, influenzando significativamente l'attribuzione dei crediti scolastici. Gli studenti sono quindi chiamati a dimostrare impegno non solo accademico ma anche comportamentale e partecipativo.

Gli operatori scolastici hanno accolto con interesse le novità, percependole come un'opportunità per aumentare la serietà dell'esame, ma emergono anche preoccupazioni organizzative e psicologiche. Infine, la riforma impone nuovi approcci preparatori sia per studenti che docenti, con maggiore attenzione alla competenza orale, alla partecipazione attiva e al supporto didattico. Maturità 2026 quindi si configura come un momento di svolta, con l'obiettivo di migliorare qualità e trasparenza del sistema d'esame italiano.

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