Oltre la paura delle verifiche: ansia, immobilismo e il crescente "effetto opossum" tra i giovani nelle scuole di Torino
L'aumento dell'ansia tra gli studenti torinesi non si limita più alle tradizionali situazioni di verifica, ma si estende a numerose attività quotidiane come i compiti e la partecipazione in classe. Secondo la ricerca svolta dal Centro Ulisse, questa ansia generalizzata si manifesta anche con sintomi fisici e psicologici debilitanti, compromettendo l'apprendimento e la fiducia in se stessi. Un fenomeno particolare emerso è l’"effetto opossum", una strategia di invisibilità adottata dagli studenti per evitare situazioni ansiogene, comportando un isolamento sociale e un senso di impotenza diffuso.
La ricerca multidisciplinare del Centro Ulisse ha coinvolto oltre 200 studenti di Torino e della sua provincia, con un approccio basato su mentoring e counseling per contrastare il disagio mentale. Le analisi mostrano come le disparità territoriali influiscano sul benessere psicologico, e come le pressioni scolastiche, i timori sociali e le carenze di supporto contribuiscano all’aumento di questi disturbi. La metodologia prevede interventi personalizzati, formazione per insegnanti e coinvolgimento delle famiglie, puntando a creare un ambiente scolastico più inclusivo e protettivo.
Le conclusioni sottolineano la necessità di politiche strutturali e culturali per trasformare la scuola in un luogo di crescita emotiva oltre che didattica. La sfida è attuare modelli di intervento efficaci, come quello torinese, per prevenire che ansia, invisibilità e immobilismo si consolidino in problematiche croniche, offrendo agli studenti strumenti concreti per affrontare le difficoltà quotidiane e sviluppare resilienza.