La Cina esclude NVIDIA, AMD e Intel dai progetti pubblici: Una svolta sulla sovranità tecnologica dei chip AI
La Cina ha annunciato un divieto totale sull'utilizzo di chip AI stranieri nei data center pubblici finanziati dallo Stato, escludendo giganti come NVIDIA, AMD e Intel dai propri progetti tecnologici pubblici. Questa decisione segna un punto di svolta nella politica tecnologica cinese e rappresenta un passo decisivo verso la sovranità tecnologica, con la volontà esplicita di ridurre la dipendenza da fornitori esteri e di proteggere la sicurezza nazionale. I nuovi regolamenti obbligano a rimuovere e sostituire tutti i componenti stranieri, stimolando fortemente l’industria dei semiconduttori nazionale, in particolare aziende come Huawei e Cambricon che stanno emergendo come i principali fornitori di soluzioni AI.
L'esclusione dei chip stranieri avrà impatti importanti sul mercato globale, riducendo notevolmente le vendite delle aziende occidentali sul territorio cinese e modificando gli equilibri tra i protagonisti internazionali. In risposta, Pechino sta investendo molto in ricerca, formazione e sviluppo con piani volti a potenziare cluster tecnologici e attrarre investimenti, focalizzandosi su chip avanzati e architetture innovative. Per le aziende occidentali si apre la sfida di adattamento, con possibili strategie di collaborazioni locali e focalizzazione su altri segmenti di mercato.
Questa mossa rafforza il trend di decoupling tecnologico fra Cina e Occidente, con rischi di frammentazione del mercato globale e rallentamenti nell’innovazione collaborativa, ma anche opportunità per la crescita autonoma di nuovi campioni nazionali. La rapidità con cui la Cina colmerà il divario tecnologico con i leader mondiali sarà determinante per il futuro dell’innovazione a livello globale, segnando l'inizio di una competizione strategica destinata a ridefinire le relazioni e gli assetti politici ed economici internazionali.