Taglio Irpef e insegnanti: chi risparmia davvero? Brutte notizie per i docenti delle fasce più basse

Taglio Irpef e insegnanti: chi risparmia davvero? Brutte notizie per i docenti delle fasce più basse

La Legge di Bilancio 2026 introduce un taglio all'Irpef che colpisce in modo differente le fasce di stipendio dei docenti italiani. In particolare, i docenti della prima fascia (0-8 anni di servizio) sono esclusi dai benefici fiscali, mentre i docenti più esperti, soprattutto quelli con oltre 15 anni di servizio, otterranno risparmi fiscali significativi. Questo intervento, volto a incentivare soprattutto i redditi medi e medio-alti, lascia però una fetta consistente di lavoratori della conoscenza, spesso giovani e a inizio carriera, senza alcun vantaggio reale.

Le simulazioni indicano che i risparmi aumentano con gli anni di servizio: i docenti di seconda fascia risparmieranno solo poche decine di euro mensili, mentre quelli di terza fascia potranno vedere un taglio Irpef fino a 400 euro annui. L'Istat ha criticato la misura, sottolineando che essa tende a favorire i redditi più alti, ampliando così le disuguaglianze piuttosto che ridurle. Le famiglie con insegnanti nelle fasce più basse difficilmente ne trarranno vantaggio, con riflessi negativi sulla giustizia sociale e sulla valorizzazione della categoria.

Il malcontento tra i sindacati è palpabile, che denunciano una misura iniqua e poco attenta alle necessità dei docenti più giovani e precari. A livello politico, sono state proposte modifiche per includere più fasce di docenti, ma la sostenibilità finanziaria resta un ostacolo. In conclusione, la riforma Irpef del 2026 rischia di lasciare fuori una parte importante dei docenti, con possibili ripercussioni sulla motivazione e sulla stabilità del sistema scolastico italiano.

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