Contratto Scuola 2025: Landini (CGIL) Chiede il Referendum su un Aumento Salariale Inferiore all’Inflazione. Aperta la Polemica sui Tangibili Benefici per i Lavoratori
Il rinnovo del contratto scuola 2025 è al centro di un acceso dibattito tra sindacati, governo e mondo della scuola, segnato da una proposta di aumento salariale del 6% a fronte di un'inflazione superiore al 18%. La CGIL, attraverso il suo segretario generale Maurizio Landini, contesta questa offerta ritenendola insufficiente e propone l'indizione di un referendum tra i lavoratori del settore per decidere sul contratto, sottolineando la distanza tra incremento salariale e reale aumento del costo della vita. Tale posizione mette in luce le tensioni nel settore scolastico, che da anni denuncia sia una retribuzione inadeguata sia la necessità di un riconoscimento sociale più ampio.
Il contesto negoziale vede la CGIL protagonista di una battaglia per la dignità economica e professionale degli insegnanti e del personale ATA, contro le restrizioni di bilancio e le proposte governative considerate insoddisfacenti. L'inflazione ha eroso significativamente il potere d'acquisto degli stipendi, rendendo il compenso reale inferiore di oltre il 12% rispetto al 2021. Le richieste sindacali comprendono aumenti più congrui, trasparenza e partecipazione diretta dei lavoratori attraverso il referendum, una novità che potrebbe modificare significativamente la rappresentanza sindacale nel comparto pubblico.
Dal punto di vista internazionale, l’Italia si colloca tra i Paesi con gli stipendi più bassi per gli insegnanti rispetto ad altri Stati europei, rafforzando il malcontento e le critiche all'offerta governativa. Tra le ipotesi future emergono scenari di possibile apertura con referendum, riapertura delle trattative o accordi separati sindacali, tutti segnati dalla centralità della CGIL e dal ruolo di Landini. In definitiva, la vertenza va oltre il mero aumento salariale, ponendo all’attenzione la valorizzazione della scuola pubblica come bene comune e il diritto a un riconoscimento economico adeguato dei suoi protagonisti.