Windows 10, il ritorno: cosa cambia con il primo aggiornamento ESU rilasciato da Microsoft

Windows 10, il ritorno: cosa cambia con il primo aggiornamento ESU rilasciato da Microsoft

Windows 10, nonostante la fine del supporto gratuito prevista per ottobre 2025, continua a ricevere aggiornamenti critici di sicurezza grazie al sistema Extended Security Updates (ESU). Microsoft ha rilasciato il primo update ESU, KB5068781, che corregge 63 vulnerabilità di sicurezza, risolve problemi di registrazione ai servizi ESU e aggiorna la build alla versione 19045.6575. Questo aggiornamento garantisce una protezione continua per molti utenti e aziende che non possono ancora migrare a Windows 11.

L’ESU rappresenta una soluzione temporanea concepita per offrire sicurezza post-fine supporto, indirizzata soprattutto a imprese con esigenze di compatibilità o infrastrutture critiche. Il ciclo ESU consente il rilascio periodico di patch per vulnerabilità gravi ma non include nuove funzionalità o miglioramenti di performance. In questo contesto, il recente aggiornamento si concentra su difese fondamentali come l’esecuzione di codice da remoto, l’elevazione dei privilegi e il bypass delle protezioni di sistema, elementi essenziali soprattutto in ambienti professionali e pubblica amministrazione.

L’impatto sulla comunità è variegato: le aziende trovano nel servizio ESU un valido strumento per mantenere operativi i propri sistemi in sicurezza, mentre gli utenti privati devono valutare costi e benefici dell’adesione. Il futuro di Windows 10, sostenuto da un supporto esteso dalla durata limitata, vedrà probabilmente una migrazione graduale verso Windows 11 o successori, con la sicurezza come linea guida principale nel processo di transizione.

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