Meta condannata in Spagna: maxi risarcimento da quasi mezzo miliardo di euro ai media locali per violazione del GDPR
Nel novembre 2025, la Spagna ha emesso una sentenza storica condannando Meta a risarcire 479 milioni di euro a 87 media locali per violazione del GDPR in ambito pubblicitario. La causa, portata avanti dall’Associazione dei Media di Informazione (AMI) nel 2024, ha evidenziato come Meta abbia raccolto e utilizzato dati personali senza consenso adeguato, distorcendo la competizione a svantaggio degli operatori tradizionali e generando un danno stimato in oltre 550 milioni di euro al settore editoriale spagnolo. Il tribunale ha riconosciuto queste pratiche sleali, sottolineando anche la mancata trasparenza di Meta, come la non presentazione dei bilanci specifici delle attività in Spagna, e ha imposto una delle sanzioni più rilevanti in Europa relative alla privacy e al mercato pubblicitario digitale.
La sentenza rappresenta un importante punto di svolta per i media spagnoli, ormai prostrati dalla perdita di entrate pubblicitarie causata dallo strapotere delle piattaforme digitali. Grazie al risarcimento, molti giornali potranno rilanciare investimenti, promuovendo strategie innovative e assumendo nuovo personale, contribuendo così a riequilibrare la concorrenza nel settore. L’azione di AMI dimostra come le associazioni di categoria possano svolgere un ruolo chiave nella regolazione del mercato digitale, affrontando in maniera coordinata questioni complesse come la protezione dei dati e la tutela economica dei media locali.
A livello europeo, la svolta in Spagna ha acceso il dibattito e può innescare un effetto domino in altri Paesi, spingendo i regolatori a una maggiore severità nell’applicazione del GDPR e stimolando una maggiore cooperazione tra media tradizionali e istituzioni. Meta, già soggetta a precedenti sanzioni, si trova ora di fronte a rischi maggiori legati all’immagine e a obblighi accresciuti di trasparenza e conformità. Nel complesso, questo caso apre nuovi scenari per il mercato pubblicitario online, che dovrà necessariamente bilanciare innovazione, rispetto delle norme e tutela della concorrenza leale per assicurare un ecosistema digitale sostenibile e giusto in tutta Europa.