Giovani e Lavoro in Italia: Come le Imprese Possono Vincere la Sfida dell’Attrazione e Fidelizzazione dei Talenti, anche Dall’Estero

Giovani e Lavoro in Italia: Come le Imprese Possono Vincere la Sfida dell’Attrazione e Fidelizzazione dei Talenti, anche Dall’Estero

La situazione di giovani e lavoro in Italia risulta critica: dal 2011 al 2024, 781mila italiani sono emigrati, quasi 441mila tra i 18 e 34 anni, mentre l'immigrazione giovane non compensa questa fuga con soli 55mila giovani stranieri attratti. Questo fenomeno indebolisce lo sviluppo economico del Paese e indica una scarsa capacità dell'Italia di trattenere e attrarre talenti, evidenziata dal rapporto CNEL. Le imprese italiane spesso faticano a offrire percorsi di carriera meritocratici, stipendi competitivi e un ambiente lavorativo attraente e flessibile, spingendo i giovani a cercare opportunità all'estero. Il contesto europeo mostra come Paesi come Germania o Paesi Bassi riescano a offrire maggior dinamismo, inclusione e valorizzazione del merito, rendendoli mete preferite. Per invertire questa tendenza, le aziende italiane devono rinnovare profondamente la loro cultura del lavoro: investire in formazione continua, percorsi di crescita chiari, smart working e inclusione. Buone pratiche come accademie aziendali, sistemi trasparenti di valutazione e integrazione strutturata dei talenti stranieri sono esempi efficaci. Tuttavia serve anche un ruolo attivo di istituzioni e un ecosistema integrato che semplifichi la burocrazia, offra incentivi e migliori servizi per giovani e famiglie. Solo attraverso un impegno congiunto e strategie sinergiche l'Italia potrà attrarre e trattenere talenti, innovare e competere a livello globale, garantendo un futuro sostenibile alle nuove generazioni e alle imprese del Paese.

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