Università, comunicare l’impatto: la svolta richiesta dalle istituzioni europee alla conferenza di Tirana

Università, comunicare l’impatto: la svolta richiesta dalle istituzioni europee alla conferenza di Tirana

La comunicazione universitaria europea sta vivendo una trasformazione cruciale, innescata dalla Conferenza Ministeriale dell’Area Europea dell’Istruzione Superiore svoltasi a Tirana nel maggio 2024. Le istituzioni europee hanno richiesto un aggiornamento entro il 2026 degli Standard e Linee Guida per la Garanzia della Qualità (ESG), finalizzato a spostare l’attenzione delle università dall’esposizione di intenti alla dimostrazione concreta dell’impatto sociale, economico e culturale. Questo cambiamento riflette una nuova cultura della trasparenza e dell’accountability che coinvolge tutte le sfere dell’attività accademica, richiedendo alle università di adottare strumenti di misurazione e rendicontazione rigorosi e condivisi.

Nel contesto della Conferenza di Tirana, è stato ribadito il ruolo fondamentale degli atenei nel contribuire alla società in modo tangibile, privilegiando la documentazione di risultati verificabili piuttosto che semplici affermazioni di beneficio. Il Gruppo E4, incaricato della revisione degli ESG, sta definendo nuovi parametri e indicatori che integrano l’impatto nei processi di valutazione e comunicazione universitaria. Le università europee devono affrontare la sfida di implementare sistemi sofisticati per la raccolta dati, la valutazione d’impatto e la comunicazione trasparente, coinvolgendo una molteplicità di stakeholder interni ed esterni.

Diversi casi di successo in Europa dimostrano l’efficacia della comunicazione d’impatto: dall’Università di Lund all’Università di Bologna, passando per alcune università tedesche che hanno adottato piattaforme digitali per rendicontare i risultati. Tuttavia, il passaggio richiede anche di prevenire rischi come la selezione distorta dei dati e la sovrapposizione tra qualità reale e percepita. La vera sfida sarà trasformare l’adesione agli standard in un percorso culturale condiviso, capace di rafforzare la legittimità e la reputazione delle università nell’epoca dell’innovazione responsabile e della qualità condivisa.

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