NRL 2.0, tra trasparenza mancata ed esclusione delle università regionali: un dilemma per il governo coreano
Il progetto NRL 2.0 della Corea del Sud, con un finanziamento di 380 miliardi di won, mira a potenziare la ricerca universitaria nazionale ma è caratterizzato da una mancanza di trasparenza e dall’esclusione di numerose università regionali. Il governo, guidato dal presidente Lee Jae-myung, ha scelto di non rendere pubblici i nomi degli atenei beneficiari, per evitare tensioni tra Seoul e le province, ma questa scelta alimenta diffidenza e critiche da parte della comunità accademica e dell’opinione pubblica. La distribuzione dei fondi privilegia fortemente le università situate nella capitale e dintorni, lasciando fuori istituzioni regionali rilevanti come Chonnam, Kyungpook e Pusan, con conseguenze negative sul loro sviluppo e sulla coesione territoriale.
La politica di concentrare risorse su Seoul, se da un lato aumenta la competitività internazionale delle università centrali, dall’altro amplifica il divario con le aree periferiche. La mancanza di criteri trasparenti e il silenzio governativo hanno generato sospetti di favoritismi e richieste di accountability, mettendo a rischio la fiducia nel sistema di finanziamento pubblico. L'impatto sulle università regionali si traduce in minori opportunità di ricerca, fuga di talenti e indebolimento delle capacità locali di innovazione e sviluppo economico-sociale.
Le reazioni degli accademici sottolineano la necessità di un modello più equilibrato, che valorizzi la pluralità territoriale e disciplinare e garantisca una distribuzione equa delle risorse. Il futuro dell’istruzione superiore coreana dipenderà dall’elaborazione di politiche più inclusive e trasparenti, capaci di conciliare eccellenza scientifica e coesione sociale, evitando la frammentazione in due sistemi universitari divergenti. Solo così la Corea del Sud potrà mantenere il suo ruolo di hub globale dell’innovazione e della ricerca.