Censura Digitale in Russia: Snapchat e FaceTime Bloccati con l'Accusa di Favorire il Terrorismo

Censura Digitale in Russia: Snapchat e FaceTime Bloccati con l'Accusa di Favorire il Terrorismo

Negli ultimi anni la Russia ha intrapreso una strategia di restrizione severa verso piattaforme digitali occidentali, culminata con il blocco di Snapchat e FaceTime il 5 dicembre 2025 da parte di Roskomnadzor, l'ente governativo responsabile della censura digitale. La motivazione ufficiale di queste azioni è la lotta al terrorismo e alle frodi, con l'obiettivo dichiarato di proteggere la sicurezza nazionale. Tuttavia, tale giustificazione è fortemente contestata dagli esperti e gruppi per i diritti digitali, che evidenziano come si tratti di un mezzo per esercitare un controllo sociale sempre più rigido e limitare le libertà civili digitali in Russia.

Il progressivo blocco dal 2022 di piattaforme quali Facebook, Twitter (ora X) e Signal e la possibile estensione a WhatsApp proseguono l’obiettivo del Cremlino di sostituire gli strumenti occidentali con servizi digitali autarchici come la "super app Max". Quest'ultima integra chat, videochiamate, pagamenti digitali e funzioni burocratiche, consentendo una sorveglianza e un controllo centralizzato dei contenuti e degli utenti. Tale trasformazione comporta impatti pesanti sulla società russa, limitando l'accesso all'informazione internazionale, riducendo opportunità di comunicazione, networking, e creando un isolamento culturale e tecnologico.

La comunità internazionale, dalle organizzazioni per i diritti umani agli osservatori tecnologici, ha espresso forti preoccupazioni sul rischio di diffusione di questo modello autoritario di censura digitale. La situazione rimarca un dilemma tra la sicurezza nazionale e la tutela delle libertà fondamentali, con effetti concreti su cittadini, imprese e sull'ecosistema tecnologico russo. Il futuro della libertà digitale nel paese dipenderà dal bilanciamento tra controllo e adattamento degli utenti, nonché dalle azioni della comunità globale per sostenere l'accesso equo alle informazioni e la neutralità della rete.

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