Percorso 4+2 nella scuola superiore: AVS denuncia gravi danni per studenti e futuro accademico
La proposta di riforma del percorso 4+2 nelle scuole superiori italiane, che prevede un ciclo quadriennale seguito da un biennio opzionale, ha acceso un acceso dibattito pubblico e politico. L'Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) e la deputata Elisabetta Piccolotti si oppongono fermamente a questa riforma, evidenziando gravi rischi come la riduzione delle ore formative, minore qualità dell'istruzione e problematiche legate al futuro accademico degli studenti. La legge, sostenuta soprattutto dalla Lega, mira a un allineamento con modelli europei più snelli, ma rischia di comprimere le competenze degli studenti e aumentare l'abbandono universitario.
I dati preliminari indicano che i diplomati con il percorso quadriennale ottengono risultati inferiori all'università rispetto a quelli del percorso tradizionale quinquennale, con maggiori difficoltà nell'acquisizione delle competenze chiave e una minore preparazione di base. La mancanza di un monitoraggio efficace a cura del Ministero dell'Istruzione, criticata dall'AVS, limita la possibilità di un'analisi approfondita degli effetti reali della riforma. Inoltre, si sottolineano gli impatti negativi sulle scuole tecniche e professionali, come tagli alle risorse, riduzione delle attività laboratoriali e rischio di esclusione per studenti più vulnerabili.
La comunità accademica e le parti sociali sollevano preoccupazioni circa la compressione della durata del percorso scolastico a discapito della qualità formativa, suggerendo alternative centrati su miglioramenti qualitativi e orientamento precoce piuttosto che sulla riduzione temporale. Il dibattito si sposta quindi sulla necessità di riforme condivise, monitorate e dense di investimenti, capaci di preservare un sistema scolastico inclusivo e di qualità, ponendo al centro il benessere e il successo degli studenti nel lungo periodo.