La Lega Ferma il Decreto Armi all’Ucraina: Cosa Cambia per l’Italia e l’Europa
Il 4 dicembre 2025, il Consiglio dei Ministri italiano avrebbe dovuto discutere la proroga del "Decreto Armi all’Ucraina", un provvedimento chiave per l’invio di aiuti militari all’Ucraina in guerra contro la Russia. Tuttavia, su richiesta della Lega, il punto è stato rimosso dall’ordine del giorno, creando una crisi interna nel governo Meloni e aprendo interrogativi sul ruolo italiano nell’ambito della politica estera europea e atlantica. La Lega ha chiesto maggiore prudenza, sostenendo che ulteriori aiuti militari possano complicare i negoziati di pace in corso e rischiare ripercussioni diplomatiche con Mosca. La Premier Meloni ha rassicurato sul fatto che la proroga sarà approvata entro fine anno, confermando l’impegno italiano nei confronti della NATO e dell’UE, ma questo episodio evidenzia fragilità nella maggioranza e tensioni sulla linea strategica. Negli ultimi anni, l’Italia ha fornito armi leggere, sistemi di difesa aerea e supporto logistico a Kiev, con attenzione anche alla diplomazia e alla ricostruzione. La questione ha suscitato forti reazioni politiche e preoccupazioni internazionali, segnalando che la politica italiana su questo dossier ha un peso decisivo non solo per la sicurezza europea ma anche per la credibilità del Paese all’interno delle alleanze. Il futuro della proroga e della politica italiana verso l’Ucraina dipenderà dall’evoluzione dei negoziati di pace, dall’assetto della maggioranza e dal bilanciamento tra solidarietà internazionale e coesione interna, ponendo questo tema al centro del dibattito politico e diplomatico per il 2025-2026.