Riforma Pensioni 2025: La UIL Rilancia su Opzione Donna e Pensione di Garanzia Giovani

Riforma Pensioni 2025: La UIL Rilancia su Opzione Donna e Pensione di Garanzia Giovani

La riforma delle pensioni prevista per il 2025 in Italia si colloca in un contesto caratterizzato dall’obsolescenza della legge Fornero e da una crescente esigenza di sostenibilità economica e tutela sociale. La UIL, tramite il Segretario generale Pierpaolo Bombardieri, ha rilanciato due proposte chiave: la proroga e il ritorno alla versione originaria dell’Opzione Donna, per consentire alle lavoratrici con carriere discontinue o gravose di accedere anticipatamente al pensionamento, e l’istituzione di una pensione di garanzia per i giovani, volta a tutelare le nuove generazioni da condizioni lavorative precarie e bassi contributi previdenziali. Queste misure puntano a mitigare le diseguaglianze di genere e ad assicurare una base minima dignitosa per i futuri pensionati.

L’Opzione Donna, introdotta nel 2004, consente alle donne con almeno 35 anni di contributi e un’età minima (58 o 59 anni) di andare in pensione anticipatamente, con ricalcolo contributivo, ma le recenti restrizioni ne hanno ridotto l’applicabilità. La UIL sostiene quindi la necessità di ripristinare i requisiti originari e prorogare la misura, riconoscendo il valore sociale del lavoro di cura. Parallelamente, la pensione di garanzia per i giovani mira a creare una rete di sicurezza economica che consideri periodi di disoccupazione involontaria, maternità e contratti precari, contrastando il rischio di povertà pensionistica e incentivando la partecipazione previdenziale.

Queste proposte hanno trovato un’adesione parziale tra le parti sociali e istituzioni: sindacati come CGIL e CISL sono favorevoli a un ampliamento delle tutele, mentre il Governo mantiene una posizione di prudenza, soprattutto per ragioni di sostenibilità finanziaria a lungo termine. Il dibattito mette in luce la necessità di bilanciare equità sociale e sostenibilità economica in un sistema previdenziale chiamato a evolversi seguendo modelli europei di tutela combinata. Il successo della riforma dipenderà da un confronto partecipato e da soluzioni di compromesso che guardino a un futuro pensionistico più giusto e inclusivo.

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