Il ritorno della foca monaca: nuovi indizi di riproduzione nei mari italiani
La recente riscoperta della foca monaca che si riproduce lungo le coste italiane rappresenta un evento di straordinaria importanza per la conservazione della biodiversità marina nel Mediterraneo. Dopo decenni di declino e quasi estinzione, grazie a un ambizioso studio triennale avviato nel 2023 dalla Fondazione Acquario di Genova in collaborazione con l’Università di Milano-Bicocca e il Gruppo Foca Monaca Aps, sono emersi dati senza precedenti: 105 presenze confermate tramite analisi del DNA ambientale, 64 avvistamenti registrati e 55 scientificamente validati, nonché il ritrovamento di un cucciolo in Calabria. Questi risultati indicano un possibile ritorno riproduttivo della specie, con il Golfo di Napoli che si conferma area chiave per la sua stabilizzazione.
La foca monaca, simbolo mediatico della biodiversità mediterranea, ha subito nei decenni un forte calo dovuto all’urbanizzazione, all’inquinamento e alla pressione antropica, rischiando l’estinzione. L’impiego innovativo dell’analisi del DNA ambientale ha rivoluzionato il monitoraggio, permettendo di rilevare tracce genetiche nell’acqua e superare i limiti degli avvistamenti visivi. Il ritorno di questa specie riflette miglioramenti nella qualità ambientale, un incremento delle aree protette e una sensibilizzazione crescente sul valore della fauna marina. Il coinvolgimento della società civile, dei subacquei, pescatori e cittadini è risultato determinante per raccogliere dati sul campo e supportare le istituzioni nella definizione di nuove strategie di tutela.
Nonostante i segnali incoraggianti, permangono sfide considerevoli come il disturbo antropico, la pesca accidentale e l’inquinamento. È cruciale rafforzare le politiche di conservazione, ampliare le aree marine protette e promuovere campagne di educazione ambientale. Le prospettive future puntano a consolidare questa rinascita, estendendo il monitoraggio e la cooperazione nel Mediterraneo. La foca monaca si fa così portatrice di un messaggio di speranza e di rinascita per la biodiversità marina italiana, testimoniando l’efficacia degli sforzi concertati tra ricerca, istituzioni e società civile.