James Cameron lancia l’allarme: il rischio dell’intelligenza artificiale nel cinema e la difesa del ruolo degli attori
L'industria cinematografica sta attraversando una profonda trasformazione con l'arrivo dell'intelligenza artificiale generativa. James Cameron, regista di fama mondiale, lancia un forte monito contro il rischio che l'IA possa sostituire completamente gli attori umani, definendo questa prospettiva "terrificante". Egli sottolinea che la recitazione è profondamente umana e fondata su emozioni reali e esperienze vissute, elementi che nessun algoritmo può replicare appieno. Cameron evidenzia anche il valore unico del dialogo e della relazione tra regista e attore, fondamentali per la creazione artistica autentica.
Parallelamente, la diffusione sempre più ampia dell'IA nella produzione cinematografica sta generando dibattiti etici e legali, specialmente riguardo ai diritti d'immagine e alla proprietà intellettuale degli interpreti. Sindacati come il SAG-AFTRA si mobilitano per tutelare gli attori da una marginalizzazione possibile e per regolamentare l'uso dell'IA nel settore. Cameron, membro del consiglio di Stability AI, si propone come figura equilibrata che promuove un impiego dell'IA come supporto creativo, non come sostituto dell’attore umano.
Il futuro del cinema, secondo Cameron e molti altri, deve essere una convivenza responsabile tra intelligenza naturale e artificiale, preservando la centralità dell'essere umano nella narrazione. Le sfide tecnologiche ed etiche richiedono collaborazione tra artisti, tecnologi e legislatori per definire nuove norme che garantiscano creatività, autenticità e rispetto della persona nei film, evitando che l’innovazione tecnico-scientifica svuoti la profondità emotiva propria della recitazione umana.