Apple di Nuovo Sotto i Riflettori: Nuova Causa sui Minerali da Conflitto in Congo e Ruanda

Apple di Nuovo Sotto i Riflettori: Nuova Causa sui Minerali da Conflitto in Congo e Ruanda

Negli ultimi anni, il dibattito internazionale sull'etica e la sostenibilità nelle multinazionali tecnologiche si è intensificato, focalizzandosi soprattutto sui minerali da conflitto come cobalto, stagno, tantalio e tungsteno. Apple è nuovamente sotto i riflettori dopo la nuova causa avviata il 27 novembre 2025 da International Rights Advocates (IRAdvocates), che accusa la multinazionale di beneficiare di minerali estratti in condizioni disumane da miniere nel Congo e Ruanda, dove persistono lavoro minorile e violazioni dei diritti umani. La catena di fornitura complessa di Apple, coinvolgendo molteplici fornitori e paesi, rende difficile il controllo della provenienza di questi materiali essenziali per i dispositivi tecnologici.

Il Congo e il Ruanda svolgono un ruolo cruciale in questo scenario a causa dei loro vasti giacimenti minerari, spesso controllati da gruppi armati che impongono condizioni di lavoro sfruttanti, inclusi i minori. IRAdvocates richiede ad Apple di smettere di adottare pratiche ingannevoli riguardo all'origine dei minerali, spingendo per una trasparenza totale e responsabilità aziendale. La denuncia ha provocato reazioni da ONG, media e istituzioni che chiedono regolamentazioni più rigide e meccanismi di controllo efficaci, mentre Apple mantiene un silenzio strategico, con ipotesi di imminenti audit e revisioni interne.

Dal punto di vista legislativo, nonostante iniziative come il Dodd-Frank Act e normative UE, le criticità nella tracciabilità e applicazione sono evidenti. Le implicazioni per Apple sono rilevanti in termini reputazionali, commerciali ed etici, con un movimento globale crescente che chiede una filiera tecnologica pulita e responsabile. La prospettiva futura richiede collaborazione tra aziende, istituzioni e ONG per garantire che i prodotti tecnologici non siano più fonte di sfruttamento, affermando un modello di produzione sostenibile e rispettoso dei diritti umani.

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