Università inglesi e la nuova tassa per studenti internazionali: un futuro incerto per l’istruzione superiore
Il governo del Regno Unito ha annunciato l'introduzione dal 2028 di una tassa universitaria annuale di 925 sterline per gli studenti internazionali iscritti negli atenei inglesi, una misura volta a sostenere il finanziamento dell'istruzione superiore e finanziare sovvenzioni per studenti svantaggiati. Questa decisione nasce da esigenze di sostenibilità economica e da un contesto di pressioni sui bilanci pubblici, ma riguarderà solo l'Inghilterra, potenzialmente creando squilibri con le altre nazioni del Regno Unito. L'impatto economico è previsto negativo, con una perdita stimata di 330 milioni di sterline annue dovuta alla probabile diminuzione di circa 14.000 iscrizioni internazionali solo nel primo anno. Le università, specialmente quelle fortemente dipendenti dagli studenti stranieri, sono preoccupate per la sostenibilità e l’attrattività internazionale compromessa da costi in aumento, già aggravati dal post-Brexit.
La riduzione degli studenti internazionali avrà effetti non solo accademici, impoverendo la diversità culturale e didattica, ma anche economici, penalizzando il tessuto delle città universitarie dove le attività legate agli studenti costituiscono una importante fonte di reddito e dinamismo locale. I proventi della tassa saranno destinati a supportare studenti residenti svantaggiati, ma permane il dibattito sull'equità, visto che il maggiore onere grava su studenti stranieri già soggetti a rette più alte. Le reazioni di università e associazioni studentesche sono per lo più critiche, evidenziando rischi per la competitività e la qualità della formazione superiore nel Regno Unito.
Il governo ha avviato una consultazione pubblica per perfezionare la misura, valutando possibili esenzioni e modulazioni basate su reddito, paese di provenienza e disciplina studiata. Sono stati richiamati confronti internazionali che mostrano diverse strategie europee sulle rette per studenti stranieri, con l'Inghilterra che si distingue per una tassa fissa senza differenziazioni, aumentando l’imprevedibilità dell'impatto. Nel lungo termine, la sfida è mantenere alta l’attrattività e la qualità delle università inglesi in un contesto globale competitivo, bilanciando sostenibilità finanziaria ed equità sociale. La misura rappresenta un punto di svolta che influenzerà non solo il futuro della formazione superiore inglese ma anche il modello di università nel mondo globalizzato.