Indicazioni nazionali 2026: novità tra latino alle medie e rafforzamento delle STEM
Le Indicazioni nazionali 2026 rappresentano una svolta significativa per il sistema scolastico italiano, in particolare nel primo ciclo d’istruzione che comprende la scuola dell’infanzia e la scuola secondaria di primo grado. Queste linee guida, approvate dal Ministero dell’Istruzione e dal Consiglio di Stato, mirano a ridefinire i metodi e i contenuti formativi puntando a un’educazione centrata sullo studente. Tra le novità spiccano l’introduzione sperimentale e facoltativa dello studio del latino nelle scuole medie e un rafforzamento deciso delle discipline STEM, rispondendo così alle esigenze di un’istruzione moderna e integrata con le strategie europee.
Il latino sarà offerto come opzione nelle classi seconde e terze medie, con un programma didattico semplificato che comprende alfabeto, declinazioni e elementi di cultura romana, presentato in modo coinvolgente attraverso attività ludiche e laboratoriali. Questa scelta, sostenuta dalla flessibilità delle scuole e dal coinvolgimento di famiglie e docenti, punta a stimolare la curiosità linguistica e la logica degli studenti senza appesantire il curriculum. Parallelamente, verranno potenziate le discipline STEM con più ore dedicate a matematica, scienze, informatica e laboratori pratici, con l’obiettivo di costruire solide competenze scientifiche fin dai primi anni, in risposta alle richieste del mondo del lavoro e alle sfide tecnologiche contemporanee.
Le nuove linee guida sottolineano inoltre l’importanza della personalizzazione del percorso formativo, dell’interdisciplinarità e di una valutazione formativa più attenta. Fondamentale sarà il ruolo degli insegnanti, chiamati a un aggiornamento metodologico continuo e a una collaborazione maggiore. Le riforme, pur accolte con qualche critica riguardo alla fattibilità e alle risorse necessarie, rappresentano un impegno chiaro verso una scuola inclusiva, moderna e capace di preparare efficacemente le nuove generazioni.