Death Valley: La NASA testa i droni marziani per le future missioni su Marte
La NASA, in collaborazione con il Jet Propulsion Laboratory (JPL), sta portando avanti una campagna di test cruciale per lo sviluppo dei droni marziani, fondamentali per le future missioni su Marte. La scelta della Death Valley e del deserto del Mojave come ambienti di prova non è casuale: questi luoghi, con temperature estreme, terreni accidentati e condizioni aride, simulano in modo realistico le difficoltà che i droni dovranno affrontare sul Pianeta Rosso. Questi test consentono di valutare la resistenza dei prototipi, la funzionalità dei sensori in presenza di polveri sottili e venti forti, nonché la durata e l’efficienza energetica delle batterie in ambienti ostili.
La NASA e il JPL, insieme a università e team di studenti, stanno evolvendo i droni marziani partendo dalla storica missione Ingenuity del 2020, che ha dimostrato la fattibilità del volo su Marte con notevole successo (72 voli completati anziché 5). Il nuovo project Mars Electric Reusable Flyer (MERF) rappresenta una rivoluzione tecnologica grazie al design modulare, propulsione elettrica efficiente, sistemi avanzati di atterraggio e capacità di riutilizzo, fondamentali per missioni lunghe e terrestri estreme. Importante anche lo sviluppo del software di navigazione basato sulla tecnologia VIO (odometria inerziale visiva), che permette al drone di calcolare la propria posizione autonomamente senza supporto satellitare, migliorando la precisione e la sicurezza del volo.
Questi test in condizioni estreme hanno implicazioni scientifiche e pratiche rilevanti: i droni potranno esplorare zone inaccessibili ai rover, monitorare eventi meteorologici, mappare terreni e supportare la ricerca astrobiologica. Nonostante le sfide tecnologiche residue (materiali, batterie, algoritmi), le potenzialità di tali droni sono immense, promettendo missioni più efficaci e autonome. La Death Valley si conferma così centro strategico per sviluppare tecnologie che non solo aprono nuove frontiere nell’esplorazione marziana, ma trovano anche applicazioni terrestri in ambienti difficili. Questo progetto segna una nuova era per l’esplorazione spaziale, con la sinergia tra NASA, JPL e partner accademici e industriali pronta a portare l’umanità sempre più lontano.