Riforma Pensioni 2025: Le Critiche della Fnp-Cisl su Minime, Opzione Donna e Previdenza Complementare
La legge di bilancio per il 2025 ha riportato la riforma delle pensioni al centro del dibattito politico e sociale in Italia. In questo contesto, la Fnp-Cisl, guidata dal segretario Roberto Pezzani, ha manifestato forti criticità riguardo alle pensioni minime, alla cancellazione di Opzione donna e alla scarsa attenzione verso la flessibilità nell'uscita dal lavoro e alla previdenza complementare. Il sindacato sottolinea come la manovra non risponda adeguatamente alle esigenze di equità e dignità sociale di pensionati e lavoratori prossimi al pensionamento.
Le pensioni minime vengono considerate insufficienti per fronteggiare i crescenti costi della vita, soprattutto per gli anziani in condizioni vulnerabili, richiedendo misure strutturali più incisive. La cancellazione di Opzione donna rappresenta un passo indietro per la tutela delle lavoratrici con carriere discontinue, aumentando le disuguaglianze di genere. Inoltre, la mancanza di novità sulla flessibilità in uscita lascia scoperte molte persone con esigenze lavorative e personali particolari. La previdenza complementare, considerata essenziale per il futuro previdenziale, non viene adeguatamente incentivata, con rischi per il benessere sociale nel lungo termine.
La Fnp-Cisl chiede al Governo un aumento delle risorse per le pensioni minime, la reintroduzione o sostituzione di Opzione donna, regole certe per la flessibilità pensionistica e incentivi per la previdenza complementare, insieme all'apertura di un tavolo di confronto permanente tra sindacati ed esecutivo. Si sottolinea come la gestione integrata di questi temi sia cruciale per un sistema pensionistico sostenibile ed equo, in un contesto demografico che pone sfide significative al welfare italiano, altrimenti destinato a compromettere la sicurezza e dignità delle future generazioni.