Giovani e Social Media: Un Legame Complicato tra Connessione, Rischi e Identità Corporea
L’avvento dei social media ha radicalmente trasformato il modo in cui gli adolescenti si relazionano con il mondo e con sé stessi, influenzando non solo la loro socialità ma anche la percezione corporea e psicologica. Lo studio congiunto delle Università di Firenze, Pisa e Toledo evidenzia come oltre la metà dei giovani italiani trascorra almeno due ore al giorno sulle piattaforme social, con punte maggiori durante il fine settimana e le vacanze. Instagram e TikTok dominano il panorama sociale giovanile, offrendo contenuti visivi e interattivi molto coinvolgenti che, però, spesso alimentano fenomeni di comparazione sociale e pressione sull'immagine corporea. L’uso eccessivo e continuo di queste piattaforme porta in molti casi a una disconnessione dalla realtà fisica, con effetti psicologici quali ansia, insoddisfazione corporea e dipendenza digitale.
Lo studio delle università coinvolte analizza dati quantitativi e qualitativi che mostrano un aumento dell’isolamento, ansia e della vulnerabilità soprattutto tra le ragazze, legata all’immagine di sé. In un contesto globale, l’Australia si distingue per aver introdotto un divieto di accesso ai social per i minori di 16 anni, una scelta legislativa mirata a tutelare la salute mentale dei più giovani. Tuttavia, il ruolo delle società tecnologiche si rivela cruciale: nonostante le norme, i controlli sull’età risultano spesso inefficaci, rendendo necessarie innovazioni tecnologiche e un’etica più responsabile per proteggere gli utenti più fragili.
Il sistema educativo italiano risponde introducendo programmi di educazione digitale nelle scuole, focalizzati non solo sull’aspetto tecnico ma anche su cittadinanza digitale, pensiero critico e consapevolezza corporea. Famiglie e insegnanti sono chiamati a lavorare in sinergia per monitorare e prevenire i rischi, promuovendo regole condivise e il dialogo aperto sulle opportunità e le insidie del mondo digitale. Solo con un approccio integrato, che coinvolga istituzioni, tecnologia e educazione, sarà possibile guidare i giovani verso un’interazione equilibrata, sana e costruttiva con i social media.