Concorso docente Università di Torino bloccato dal Tar: irregolarità nella selezione e rivalutazione delle candidate
La selezione dei professori ordinari rappresenta un elemento cruciale per la qualità e la credibilità del sistema universitario italiano. Il recente caso del concorso per professore ordinario all'Università di Torino ha messo in evidenza gravi irregolarità nelle procedure di valutazione, con particolare riferimento al passaggio da associato a ordinario. La professoressa Maria Teresa Capucchio, candidata esclusa, ha denunciato anomalie nella conduzione della commissione, portando il Tar Piemonte a sospendere la selezione e ordinare una rivalutazione integrale basata su criteri trasparenti e predeterminati.
La commissione esaminatrice è stata accusata di un "eccesso di potere", adottando parametri discrezionali non oggettivi e non comunicati anticipatamente, compromettendo così la terzietà e imparzialità della valutazione. La rettrice Cristina Prandi ha sottolineato l'autonomia delle commissioni evidenziando, però, la necessità di trasparenza e rispetto delle norme procedurali. L'episodio evidenzia tensioni tra autonomia tecnica e responsabilità istituzionale, sollevando riflessioni sul ruolo del controllo e sulla prevenzione di conflitti di interesse nella selezione accademica.
L'impatto della vicenda va oltre il caso specifico, ponendo un importante precedente per migliorare le procedure concorsuali nelle università italiane. Le proposte per il futuro includono l'introduzione di commissioni parzialmente esterne, rafforzamento della formazione dei commissari su etica e legalità, maggiore pubblicità e motivazione delle decisioni e lo sviluppo di una cultura meritocratica. La sentenza del Tar funge da monito per un sistema universitario più trasparente, inclusivo e fondato su competenze reali, salvaguardando il diritto alla tutela giuridica dei candidati e il prestigio accademico nazionale.