Riforma dei servizi segreti italiani: una svolta richiesta dal contesto internazionale e dalla nuova agenda trumpiana

Riforma dei servizi segreti italiani: una svolta richiesta dal contesto internazionale e dalla nuova agenda trumpiana

La riforma dei servizi segreti italiani, promossa dal governo Meloni nel dicembre 2025, nasce in risposta a un contesto internazionale mutato, caratterizzato dalla «svolta Trump» e da crescenti minacce di sicurezza. La riorganizzazione si focalizza su quattro direttrici principali: aumentare l'efficienza operativa delle agenzie, consolidare la collaborazione tra intelligence e forze dell'ordine, semplificare le intercettazioni preventive e potenziare il ruolo di controllo parlamentare attraverso il rafforzamento del Copasir. L’influenza della politica estera statunitense, che richiede maggiore autonomia e rapidità agli alleati, è un driver essenziale della riforma. A livello operativo, si punta a velocizzare iter burocratici e garantire un maggior margine decisionale ai vertici delle agenzie, inserendo controlli ex post più rigorosi per tutelare i diritti fondamentali. Parallelamente, il Copasir viene dotato di poteri accresciuti per supervisionare le attività di intelligence, consultare nomine di vertice e accedere a informazioni riservate. Sul piano politico, il governo Meloni tenta un dialogo con l’opposizione per costruire un patto sulla sicurezza nazionale, affrontando temi delicati come equilibrio tra sicurezza e libertà e sostenibilità normativa. L’esito di questo confronto sarà cruciale per la tenuta istituzionale e per assicurare un sistema di intelligence moderno ed efficace, in grado di rispondere alle sfide contemporanee e di valorizzare il ruolo internazionale dell’Italia.

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