Verso lo Sciopero: Gli Attori Britannici alzano la Voce contro l’Intelligenza Artificiale e la Scansione Digitale
Nel 2025 il settore dello spettacolo britannico affronta una cruciale crisi dovuta all'introduzione dell'intelligenza artificiale e della scansione digitale delle fattezze degli attori. Il sindacato Equity ha raccolto un consenso schiacciante (99%) tra i suoi iscritti contro l'uso non regolamentato di avatar digitali, che rischiano di minare identità artistica, controllo sull'immagine e compensi. Equity chiede regole chiare che garantiscano consenso esplicito, compensazioni adeguate e trasparenza nell'uso di queste tecnologie. La disputa ha coinvolto anche la Producers Alliance for Cinema and Television, con negoziati in corso e il rischio di scioperi massicci in caso di mancato accordo, potenzialmente paralizzando l'industria UK e danneggiando la sua reputazione globale.
Lo scenario britannico si inserisce in un contesto internazionale in cui sindacati analoghi, come il SAG-AFTRA negli Stati Uniti, hanno già sollevato questioni simili sull'uso dell'IA nell'intrattenimento, ottenendo parziali regolamentazioni basate sul consenso informato e compensi maggiori. Equity, però, spinge per tutele più stringenti in tutte le produzioni, tutelando sia le star sia gli emergenti. Il conflitto non riguarda solo i lavoratori ma anche l'intero ecosistema produttivo, diviso tra ricerca di efficienza attraverso l'automazione e rispetto dei diritti artistici. Il dibattito sul futuro del lavoro creativo nell'era digitale pone la necessità di aggiornare normative, rafforzare i sindacati e promuovere un'innovazione responsabile e trasparente.
Questa vertenza rappresenta un momento simbolico per definire un'etica tecnologica che valorizzi l'apporto umano nell'arte audiovisiva. Lo sciopero potenziale evidenzia la tensione tra progresso tecnologico e tutela della dignità professionale, indicando la strada per una coesistenza sostenibile fra intelligenza artificiale e creatività umana. Le decisioni prese in Regno Unito potranno influenzare gli standard globali, orientando il futuro delle industrie cinematografiche e televisive verso regole che bilancino innovazione, diritti e rispetto delle persone dietro la macchina produttiva.