Suicidio di Paolo Mendico a Santi Cosma e Damiano: Gli Ispettori del Ministero Accusano la Scuola di Gravi Omissioni sul Bullismo
Il suicidio di Paolo Mendico, studente quattordicenne di Santi Cosma e Damiano, ha scosso profondamente l’Italia riaccendendo il dibattito sulla prevenzione del bullismo scolastico e la responsabilità delle scuole. Nonostante ripetute segnalazioni di episodi di bullismo rivolti a Paolo, la scuola non ha attuato il protocollo antibullismo né misure di supporto adeguate, evidenziando gravi omissioni e una mancanza di interventi tempestivi. Gli ispettori ministeriali hanno confermato che la dirigenza scolastica non riconobbe né contrastò opportunamente gli episodi denunciati, e hanno pertanto avviato procedimenti disciplinari contro la dirigente, sottolineando l’importanza cruciale di un approccio attivo e sistematico contro il bullismo.
Il bullismo resta un fenomeno allarmante in Italia, con circa il 20% degli studenti tra gli 11 e i 17 anni che denuncia almeno un episodio di prevaricazione. Le scuole devono adottare misure di prevenzione, come formazione del personale, sportelli di ascolto, coinvolgimento delle famiglie e protocolli chiari per la gestione degli episodi. La mancata attuazione di queste norme può produrre gravi conseguenze per la salute psicologica degli studenti e l’integrità istituzionale. La comunità locale e le famiglie hanno denunciato una scarsa reattività della scuola, confermata dall’indagine ministeriale.
Il caso di Paolo evidenzia la necessità inderogabile di rafforzare protocolli antibullismo e servizi di supporto psicologico nelle scuole italiane. La prevenzione sistematica e l’attivazione di reti di sostegno sono essenziali per intercettare tempestivamente il disagio giovanile e prevenire tragedie simili. Occorre che la scuola riaffermi il suo ruolo di ambiente sicuro e inclusivo, facendo della lotta al bullismo e alla solitudine un pilastro della sua missione educativa, in linea con le leggi italiane e le buone pratiche internazionali.