Mario Draghi e la Commissione Europea: Il lungo percorso di una candidatura tra Quirinale e Bruxelles
Mario Draghi è una figura di riferimento nel panorama politico europeo e internazionale, grazie alla sua esperienza come presidente del Consiglio italiano e capo della Banca Centrale Europea. Dopo la sua candidatura mancata al Quirinale nel 2022, la sua reputazione lo pone nuovamente al centro delle attenzioni per la Presidenza della Commissione Europea nel 2025. Questo interesse nasce dal suo profilo tecnico e politico di alto livello, capace di governare situazioni di crisi e mediare fra interessi diversi all’interno dell'UE, soprattutto in un contesto segnato dalla guerra russo-ucraina e dalle nuove sfide geopolitiche. L'articolo esamina la possibilità di una successione a Ursula von der Leyen, la cui permanenza è incerta, e il ruolo chiave di Friedrich Merz, leader tedesco che sostiene Draghi, rappresentando un asse Berlino-Roma particolarmente influente per la leadership comunitaria. La complessità degli equilibri europei attuali, accentuata dagli effetti della guerra e dalla necessità di un rilancio dell’integrazione, rende Draghi un candidato candidato ideale per un incarico che richiede competenza, visione a lungo termine e capacità di far convergere molteplici istanze nazionali. Infine, la sua possibile nomina segnerebbe una svolta per l’UE, portando stabilità e rafforzando il soft power europeo, pur generando reazioni divise all’interno dei vari Paesi membri ed evidenziando le tensioni fra tecnocrazia e sovranismo all’interno della politica europea.