Middle Management a scuola: tra poteri, riconoscimenti e le opinioni dei sindacati sul futuro dei collaboratori del dirigente scolastico
Il ruolo dei collaboratori del dirigente scolastico nelle scuole italiane rappresenta un tema cruciale e attuale nel dibattito sulla governance scolastica. Questi collaboratori, spesso insegnanti esperti selezionati dal dirigente stesso, svolgono un supporto organizzativo e gestionale importante, ma sono limitati dalla normativa vigente che ne impedisce l’attribuzione di poteri gerarchici. Si crea così una paradossale condizione: pur essendo chiamati a gestire emergenze e problematiche operative, non godono di autonomia decisionale e non possono emanare ordini di servizio, fatto che limita l’efficacia del loro contributo e genera confusione all’interno della comunità scolastica.
Negli ultimi anni si è proposta l’introduzione di un vero e proprio Middle Management nella scuola italiana, con l’obiettivo di attribuire ai collaboratori poteri funzionali e riconoscimenti specifici, compresa una retribuzione aggiuntiva e un ruolo formalizzato all’interno della struttura. Il confronto sindacale su questa proposta è acceso e diviso: alcune sigle, come Cisl Scuola, Snals e Anief, vedono nel Middle Management un'opportunità per valorizzare il ruolo dei collaboratori e migliorarne la professionalità; altre organizzazioni sindacali, come Flc CGIL e Gilda degli insegnanti, temono che questa riforma possa portare a una gerarchizzazione eccessiva della scuola, minando i valori di collegialità.
Il Middle Management scolastico, così come adottato in molti paesi europei, rappresenta un modello funzionale ed efficace per gestire complessità e responsabilità in scuole di grandi dimensioni. La riforma, tuttavia, deve tenere conto delle specificità italiane e prevedere una formazione adeguata per i fiduciari, nonché un quadro normativo chiaro e condiviso. Solo così sarà possibile valorizzare appieno le competenze di coloro che partecipano alla governance scolastica, alleggerire il carico del dirigente e promuovere una leadership diffusa capace di migliorare la qualità dell’istruzione. La sfida sarà dunque coniugare innovazione, inclusività e rispetto delle sensibilità sindacali per costruire una scuola moderna ed efficiente.