Giovani italiani e il futuro incerto: la pandemia e le guerre alimentano il disagio psichico

Giovani italiani e il futuro incerto: la pandemia e le guerre alimentano il disagio psichico

La società italiana si confronta con una crisi generazionale senza precedenti, in cui la paura del futuro domina il sentire dei giovani. La pandemia di Covid-19 ha influito profondamente sulla salute mentale della generazione Z, interrompendo percorsi formativi e sociali e creando un sentimento di precarietà esistenziale. Le richieste di aiuto psicologico sono aumentate drasticamente, con manifestazioni di ansia, depressione e isolamento che colpiscono una larga fetta di giovani.

Oltre alla pandemia, i conflitti internazionali recenti, come la guerra in Ucraina, hanno intensificato ansie collettive tra adolescenti e giovani adulti. L’esposizione continua a notizie di instabilità globale alimenta sensazioni di impotenza e fatalismo, riflettendosi anche nel drastico calo della natalità italiana, il cui indice è sceso a 1,11 figli per donna. Questo dato è interpretato non solo come effetto economico, ma come espressione tangibile dell’incertezza e della precarietà che impediscono ai giovani di progettare un futuro stabile.

La ricerca RECALL conferma che oltre il 70% dei giovani si sente preoccupato per il futuro, evidenziando come fattori quali precarietà lavorativa, isolamento sociale e crisi istituzionali aggravino il disagio psichico. Le risposte istituzionali sono in parte presenti, ma spesso insufficienti, mentre alcune esperienze virtuose mostrano la via di progetti aggregativi e formativi che possono favorire resilienza e speranza. È urgente un impegno congiunto di scuola, famiglia e società per trasformare questa emergenza in un’opportunità di rinascita per le nuove generazioni.

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